martedì 15 agosto 2017

ti presento un'amica: Anna Arcamone




Sarà che siamo due isolane, sarà che i suoi cestini ricordano un sacco quelli della tradizione della mia terra, la Sardegna, ma appena ho "incontrato" Anna su Facebook ho voluto subito sapere di più su di lei e le sue produzioni artigianali.

Così ho scoperto che questa simpatica Ischitana ha un'insegnante d'eccezione, la sua mamma, custode dell'antica tradizione che trasforma la rafia grezza in cesti, borse e cappelli, intrecciandola fino a creare un effetto simile ai merletti.
Realizzare questi oggetti preziosi, carichi di storia e tradizioni, significa lavorare tanto per guadagnare poco (il numero di ore di lavoro non può mai essere sufficientemente remunerato ) e così quest'arte antica rischia di perdersi.



Per fortuna ci sono donne come Anna Arcamone, classe 1978, che dall'età di 8 anni inizia ad armeggiare con ferri e uncinetto, fino ad approdare alla conoscenza degli intrecci per dare vita ai suoi magnifici cestini.



La passione di Anna si sta trasformando in un piccolo brand ( il  logo è stato realizzato da Elisa di  Didut)  a luglio ha partecipato con soddisfazione al Recanati Art Festival, e da Settembre partirà ufficialmente la collaborazione con un'altra interessante realtà artistica ischitana, Cose da Weekend.


Nella pagina facebook Anna Arcamone intrecci di cuore ci fa scoprire attraverso foto e racconti la sua splendida isola e la sua arte antica, spalancandoci una finestra sul suo mondo e dando modo a chi la segue di conoscere una realtà fatta di paesaggi meravigliosi e artigianato di qualità.




Sono davvero felice di questa nuova conoscenza e sono certa che dopo aver letto questo post la seguirete anche voi : grazie di cuore  Anna per essere stata ospite in Bottega e in bocca al lupo per la tua attività.


martedì 8 agosto 2017

Don't worry be happy




Qualche tempo fa ho condiviso sul mio profilo facebook questa immagine ( ho fatto un pò di ricerca ma non riesco a trovare l'autore) e poco dopo ho  ricevuto un messaggio dal Lussemburgo: Silvia mi dice che sta per tornare in Sardegna e ne vorrebbe una riproduzione su tela .

Mentre realizzavo il quadro per lei , un'amica mi ha portato in laboratorio un pò di tavole in legno di diverse misure e dato che i colori e lo stile un pò hippie della creazione per Silvia mi piacevano un sacco, ho deciso di trasformarle una piccola linea dedicata al "pensare positivo".

Ho studiato una palette di colori adatta, ho cercato tra le mie mille scatolette di materiale vario delle applicazioni a tema, e disegnato fiori e farfalle ispirandomi all'immagine originale.

























La frase Don't worry be happy (che io come tanti ero convinta fosse il titolo di una canzone di Bob Marley) è ripresa dal cantante Bobby McFerrin che  si ispira a numerose cartoline e poster degli anni '60 che inneggiavano alla felicità, secondo il pensiero del maestro indiano Baba.

Anche io voglio seminare un pò di leggerezza e positività con i miei lavori di riciclo creativo, e visto che c'ero ho decorato anche due tazzine da caffè...
 che ne dici, ti piacciono?








sabato 29 luglio 2017

Vita da mamma Vs. Vita da single




Ho compiuto da poco 41 anni e sono single praticamente da sempre; non posso dire che la mia sia una scelta ponderata, dettata da chissà quali convinzioni: semplicemente ho avuto storie che non hanno portato a niente di serio.
 Mettici anche un carattere un pò complicato, una totale avversione ai compromessi e la grande fortuna di non aver paura della solitudine.

Amo i bambini (al punto di farne il centro del mio lavoro) e vorrei un soldino per tutte le volte che mi sono sentita chiedere : Ti piacciono così tanto,  perchè non hai figli??? ma sono consapevole dell'enorme responsabilità che derivi dal metterli al mondo e non ho mai incontrato un uomo che mi facesse venire voglia di assumermela insieme a lui.

Qualche mese fa ho ricevuto la telefonata di un'amica che sarebbe arrivata a breve in vacanza nel mio paese e cercava qualcuno che le desse una mano con i suoi tre figli mentre il marito era via per lavoro, e le ho risposto che lo avrei fatto volentieri io.

Anche Francesca ha 41 anni , ma una situazione completamente opposta alla mia: felicemente sposata,  è mamma di Lisa, due anni e mezzo, Lara e Luca, gemelli di 8 mesi.
Non sapevo bene (e neanche lei) come ci saremmo organizzate ma ci siamo date appuntamento a casa loro di li a pochi giorni.



Dopo cinque minuti scarsi dal mio arrivo,  è stato  chiaro che in realtà c'era poco da organizzarsi, ma bisognava star dietro alle esigenze di uno o dell'altro in un moto continuo, perchè con tre bambini di quell'età ce n'è sempre uno/due che ha sonno, uno/due che ha fame, uno/due da cambiare ...sempre.

La domenica l'abbiamo trascorsa a casa mia, che per una giornata intera è stata completamente rivoluzionata , tra passeggini, ovetti, pannolini e piscine gonfiabili in veranda, e inondata di quell'atmosfera magica che solo i bambini sanno creare. E' stato davvero singolare vedere il mio habitat, solitamente occupato da me e Leo (il cane), trasformarsi per diverse ore nella casa di una famiglia "vera".




Nella settimana che ho trascorso con loro ho capito tante cose:

ho capito che le mamme al momento del parto acquisiscono i superpoteri, perchè non trovo altra spiegazione al fatto che si può vivere dormendo poche ore, a intermittenza, per anni

ho capito che bisognerebbe inserire nell'albo del guinness dei primati il numero di volte che si raccoglie un ciuccio da terra in un giorno

ho capito che i bimbi che anche nel duemiladiciassette si possono intrattenere  senza tv, tablet e smartphone, bisogna solo avere una gran pazienza, un barattolo enorme di costruzioni, qualche pupazzo che fa rumore e una certa visione dell'infanzia

ho capito che quando i piccoli cominciano a saltare sul lettone e a ridere a crepapelle la stanza si riempie di felicità, ma che anche goderselo a oziare fino a mezzogiorno, la domenica, quel lettone, non è niente male

ho capito che è giustissimo e sano curare l'alimentazione, cucinare cereali e verdure e fare merenda con lo yogurt, ma che la pizza surgelata davanti alla mia serie tv preferita, mangiata a orari improbabili, ha anche lei il suo perchè

ho capito che essere una mamma è faticosissimo ma riempie l'esistenza di una quantità industriale  d'amore, e che essere single è comodo,  ti rende libera e anche felice.

ho capito che non c'è una regola, che non è una gara a quale sia la scelta migliore, ma che prima di tutto devi trovare il tuo centro e la tua stabilità emotiva, e allora si che la vita è bella (con i figli, o senza).

Grazie a Francesca e ai suoi meravigliosi bambini , inutile dirti che me ne sono innamorata all'istante, per la fantastica settimana passata insieme (la sera però andavo a dormire a casa mia:)

martedì 18 luglio 2017

L' inserimento a scuola: istruzioni per l'uso



Torna l'appuntamento con la nostra Dottoressa Terri, la psicologa amica dei bambini, che oggi ci dà qualche consiglio su come affrontare l'inserimento a scuola dei tuoi nanetti.

"È iniziata l’estate e tutti i vostri piccoli sono oggi in vacanza; per alcuni sarà solo una pausa, mentre per altri, 
Settembre porterà con sé un bel carico di cambiamenti sia per i piccoli che per i genitori.
L’inserimento al nido o alla Scuola dell'infanzia sono passaggi importanti e al contempo obbligati e ognuno di voi ha come compito quello di trasmettere serenità, sicurezza e fiducia in una tappa della vita così importante e delicata.

A noi piacerebbe darvi qualche dritta in più prima dello stacco estivo, per prepararvi in anticipo ed esser sicuri di essere pronti. Vi avviso già, non esiste una formula magica per evitare di vederlo piangere sconsolato e spaesato quando inizia a frequentare la scuola, però degli accorgimenti si, quelli esistono.



La capacità di affrontare i distacchi è una conquista che il bambino fa a poco a poco e che sarà favorita da quello che noi psicologi chiamiamo attaccamento sicuro, ricordate ne abbiamo già parlato, è quel legame solido e forte con la madre o con la figura di riferimento che si occupa del bimbo nei primi anni di vita (caregiver).Quello che aiuta maggiormente un bambino sono la solidità delle sue sicurezze di base e l'avere sperimentato una buona relazione col suo mondo, pertanto, la prima cosa che potreste fare è trasmettergli il messaggio che i distacchi sono dolorosi ma possibili e fanno parte del vivere.

Il bambino deve essere aiutato (badate bene aiutato non sostituito) ad affrontare e superare questa prova, e voi, potete e dovete trasmettergli che il separarsi è difficile ma possibile, che il papà o la mamma ritorneranno sempre da lui, e che questo cambiamento gli consentirà di fare nuove conquiste, come ad esempio la capacità di rapportarsi ad altri bambini.



Ognuno, ovviamente avrà bisogno del proprio tempo a seconda del suo carattere e della sua storia ed alcuni fanno sicuramente più fatica di altri, ma mi infastidisce enormemente chi dice: "Lui è bravo, non ha mai pianto", come se il bambino/a che esprime un disagio fosse cattivo e da correggere.

Bene mi avete scoperto, io ho pianto all’inverosimile, pertanto lungi da me essere insegnate o giudicante, ma con il tempo (e ognuno ha il suo) le esperienze tornano sempre utili e chi lo sa, magari con questi piccoli accorgimenti per voi sarà più facile.

Andiamo al pratico, una prima indicazione su tutte: non è possibile proteggere, sempre, i vostri figli, come vorreste, e forse è giusto che sia così. Dobbiamo dare loro la possibilità di mettersi in gioco, di sperimentare, di imparare anche attraverso gli errori. Saranno inevitabili i conflitti, d'altronde fanno parte della nuova fase, ma saranno uno stimolo per ricercare nuove forme di collaborazione e apertura.

Molti genitori sono convinti che preparare il piccolo per la scuola elementare (si lo so, è cambiata la dicitura ma io preferisco questa) significhi, prima di tutto, insegnargli a leggere e scrivere prima del tempo e mi chiedo,  avete forse paura che non abbia abbastanza capacità?
Se fosse questa la paura, vorrei tranquillizzarvi, il bambino intorno ai 5-6 anni raggiunge una sufficiente autonomia personale, sa controllare la sua istintività, ha consapevolezza di se stesso e degli altri, ma soprattutto comincia a sperimentare il piacere di apprendere e di conoscere nuovi contenuti e nuove realtà pertanto non avrà grandi difficoltà al riguardo, anzi apprendere lo stimolerà, ma solo se lo farà nei tempi giusti.




Spesso, alcuni genitori, nei mesi che precedono la riapertura scolastica, non fanno altro che far fare al loro piccolo lunghi esercizi, finalizzati all’apprendimento della lettura e della scrittura. Ora, capita che il bambino si diverta e sembri incuriosito da ciò che gli viene spiegato, ma se la sua curiosità non è la vostra priorità, sono due i rischi che correte: che il bambino abbia a noia la scuola ancora prima che questa inizi; e che, avendo appreso la parte più complicata del programma per conto suo, una volta in classe si annoi e assuma un atteggiamento saccente e arrogante nei confronti dei compagni che stanno ancora imparando.



Più che insegnare, quindi, ai piccoli a leggere e scrivere, per prepararli al passaggio dalla materna alle elementari, sarebbe più utile osservare il loro comportamento e intervenire laddove questo si rivela più immaturo e non consono a quella che sarà la loro nuova vita a partire da settembre.
“L’ingresso alla scuola elementare (o primaria) coincide per il bambino con il completamento di un processo di crescita” spiega Simonetta Gentile, psicologa psicoterapeuta dell'età evolutiva presso l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, “un processo che lo porta al passaggio da un mondo soggettivo a un mondo basato su una realtà oggettiva governata da regole condivise, in cui lui dovrà compiere uno sforzo di adattamento, adeguandosi a ciò che la nuova realtà gli richiede.
In altre parole, indicategli la nuova strada da seguire, senza esagerare e ricordando che non si diventa grandi in un minuto.


Proviamo dunque a dare alcuni consigli per i primi giorni :
  • Mostrate fiducia nelle sue capacità.
Le mamme si fanno tantissime domande: il bimbo riuscirà a farsi capire? Sarà in grado di mangiare da solo e andare in bagno? La mia risposta è sì. Per vivere serenamente questa nuova avventura, è molto importante che voi siate i primi a crederci.
Gli insegnanti sono vostri alleati ed è importante collaborare insieme per capire come far superare un disagio.
il bambino avverte se i genitori hanno fiducia nelle sue risorse, se lo considerano capace di affrontare eventuali difficoltà, così come se credono nelle capacità della scuola di sostenerlo, quindi un atteggiamento rassicurante e fiducioso dei genitori sarà fondamentale per aiutarlo a superare un momento critico iniziale





  • Ascoltate entusiasti i suoi racconti e partecipate con gioia alle sue piccole grandi scoperte.
  • Incoraggiatelo/a con un sorriso (equivale a va tutto bene e vale molto più di tante parole)
  • EVITATE i paragoni con gli altri bimbi ( credo abbiate percepito la sottile importanza senza troppe spiegazioni)
  • Aiutatelo a comunicare le sue emozioni. In che modo? Dategli un nome, se nessuno gli da un nome lui non riuscirà ad esprimerle, deve imparare a decodificare, pertanto le domande d’aiuto potrebbero essere 'Come ti senti oggi?', 'Ti è piaciuto disegnare?', 'Ti sei divertito?'.
  • Accogliere il pianto come una reazione normale. È un’informazione, ci dice qualcosa, ascoltatelo e osservatelo. Può capitare che durante i primi giorni di scuola compaiano fenomeni regressivi e manifestazioni di ansia, come risvegli notturni, enuresi, tic (ad esempio la chiusura ripetuta degli occhi), si tratta in genere di fenomeni transitori che non devono allarmare eccessivamente poiché tendono a risolversi spontaneamente quando il bambino acquisisce sicurezza nella nuova situazione. Se però tali manifestazioni diventano persistenti, potrebbero segnalare un disagio più profondo, legato spesso a difficoltà di relazione con le figure primarie. A volte capita che (anche se a livello inconscio) i genitori, ed in particolare la madre, vivano l’ingresso in prima elementare come una perdita, la perdita del suo bambino che crescendo, si separa da e prova piacere nell’investire le sue energie al di fuori della relazione con loro. Questo dolore, viene percepito dal bambino, che si trova combattuto tra la sua voglia di crescere e sperimentare e il senso di colpa verso i genitori, pertanto inizia a manifestare un disagio, con la comparsa di sintomi, quali il classico mal di pancia che lo rende impossibilitato ad andare a scuola o, nei casi più seri, al rifiuto diretto di andare a scuola.

    Pertanto è fondamentale che vi mostriate felici, sereni e fiduciosi della nuova avventura che vostro figlio sta per vivere, solo così gli darete la giusta base sicura con cui intraprendere il viaggio nel mondo della scuola.
  • Rispettate le regole della scuola
     Per funzionare bene un'organizzazione ha bisogno di condividere       delle regole e voi avete il compito di appoggiarle.
Lasciate lavorare gli insegnanti e vivere tranquilli i vostri figli. Non partite dal presupposto che la scuola sia il luogo delle ingiustizie per eccellenza. Cari genitori, bisogna insegnare ad amare la scuola, e per poterlo fare prima di tutto dovete amarla voi. Se volete che il vostro bambino, o il vostro ragazzo veda la scuola come un luogo dove stare bene e non come una prigione ingiusta, dovete considerarla così prima di tutto voi.Gli errori che fate danneggeranno prima di tutto i vostri figli.
  • E per ultima, ma non ultima una considerazione che a mio avviso dovrebbe esser fatta per prima. Per diventare grandi occorre crescere bambini.
A voi che li spingete a perdere la loro fanciullezza, rimpiangerete la bellezza e l’arrendevolezza del bambino che si divertiva con voi giocando. Ripenserete al poco tempo che avete dedicato al gioco con loro, alle occasioni perse per mille impegni che ritenevate più importanti.
Non esistono occasioni migliori, esiste l’adesso, il presente, è l’unico tempo che non potrete avere indietro, godetevelo insieme a loro in questa calda estate.
“Essere adulti non vuol dire essere grandi: troppi adulti non sono grandi, troppi adulti fanno fatica a diventare grandi. Spesso non lo sanno, e nessuno li aiuta, ma poter essere bambini appagati aiuta gli adulti a sentirsi grandi, a non voler rimanere piccoli dentro ,piccoli, mi raccomando, non bambini, perchè gli adulti che non hanno giocato non sono stati mai, davvero, dei bambini"

se desideri approfondire l'argomento, visita il sito della Psicologa Teresa Mainiero.

Grazie di cuore Dottoressa Terri, al prossimo appuntamento!

martedì 11 luglio 2017

ti presento un 'amica: Monica Ondino de Il Mondo di Moon





Ho scoperto il Mondo di Moon su un gruppo facebook : le immagini mi hanno subito colpito, prodotti confezionati con cura e fotografati con altrettanta maestria in un'atmosfera delicata ,  che ti portano dritta dritta in un mondo morbido, romantico e ovattato.



 Dietro quel mondo c'è Monica Ondino, artigiana, che da sempre si dedica alla creatività ma che ultimamente concentra la sua produzione sulle borse e tutto ciò che si può mettere dentro, dalla pochette, ai  taccuini ai portamonete.


Lei più che creare coccola: ogni oggetto è un dono prezioso a cui dedica tempo e cure, fatto con materiali di prima scelta e con dettagli preziosi che lo rendono unico e speciale, così come si sentirà chi lo riceve.


I suoi pacchetti sono una creazione nella creazione, "fatti per ringraziare chi ha scelto me oltre che al mio prodotto"


Per Monica infatti" un prodotto fatto con cura e passione è un veicolo di energia ed emozioni che porta con sè anche un pò della persona che lo ha creato".

Tutto ciò è racchiuso nel suo logo fresco fresco di stampa, nato dalle mani di Laura Cortinovis, una delle mie muse ispiratrici che seguo con grande ammirazione.



puoi seguire il Mondo di Moon su Facebook e Instagram,   e fare un pò di shopping sul suo Etsy store

grazie mille Monica per essere passata di qui, torna a trovarci presto!

mercoledì 5 luglio 2017

giochi sotto l'ombrellone: il Memory



                                                                         




L'estate per i bambini è sinonimo di libertà, divertimento e giornate all'aria aperta.

 Se hai in programma una vacanza al mare oggi ti presento una delle mie ultime creazioni, il gioco Memory disegnato a mano, perfetto per i pomeriggi sotto l'ombrellone (hai presente quando i bimbi scalpitano per entrare in acqua e non possono perchè hanno appena pranzato, ecco questo è un ottimo metodo per distrarsi)

Il memory è un classico gioco di carte che richiede concentrazione e memoria, amatissimo dai bimbi : per vincere basta seguire regole semplici ed avere una buona memoria visiva e questo gli permette di battere spesso anche noi grandi!

Ne ho creato due versioni, entrambi disegnati a mano e colorati con i pastelli acquerellabili:

il primo è pensato per i più piccini e illustrato in modo semplice per giocare imparando le forme e i colori;è' composto da dodici tessere in cartone robusto consei  buffi personaggi : il cerchio, il quadrato, il cuore, la stella, il triangolo e il fiore, forme semplici e intuitive che faranno divertire anche i piccoli di casa.

















Il secondo è formato da dodici carte da gioco ed è disponibile in due versioni: Pippi Calzelunghe














e il Pirata.





Li ho confezionati in una bella scatola regalo in cartone millerighe con fiocco in tessuto e etichetta in carta origami, ma all'interno la custodia è una pratica bustina che ti permette di infilarli facilmente nello zaino del mare.

















Trovi il mio gioco memory subito disponibile sullo shop della Bottega della Strega , e naturalmente se ne vuoi una versione personalizzata con i colori e i disegni che preferisci non hai che da chiederlo!

Ti lascio augurando buone vacanze a te e ai tuoi nanetti , e con una piccola raccomandazione:



niente tablet o cellulari in spiaggia, piuttosto goditevi la sensazione della sabbia sotto i piedi, costruite castelli , scatenatevi in tuffi e gavettoni, approfitta del sole che si butta nel mare al tramonto per spiegare a tuoi bimbi l'avvicendarsi del giorno e della notte, e respira insieme a lui la magia di quel momento!

giovedì 22 giugno 2017

lavoretti creativi con i bambini: il gioco dell' Inventafavole

                                                                           
                                                                               
                                    

Qualche giorno fa al laboratorio creativo con i bimbi in Bottega abbiamo realizzato le carte da gioco per l'Inventafavole, un colorato passatempo che diverte molto e stimola la fantasia.

Si gioca in due o piu, ogni bambino estrae dal mazzo una carta e a seconda del personaggio che trova deve inventare una storia, che proseguirà quando deciderà di passare il turno al giocatore successivo che a sua volta farà lo stesso , dando origine così ad una buffa favola. 

Prima di tutto occorre creare le carte, ecco di cosa hai bisogno:
                                                                               


Si comincia  ritagliando da un foglio bianco dei riquadri su cui  disegnare i personaggi ( qui trovi un elenco che naturalmente  può cambiare a seconda della  fantasia di ogni bimbo)





da un cartoncino colorato si ritagliano altrettanti riquadri della stessa dimensione e si  incollano le due parti in modo da definire fronte e retro

                                            

a questo punto  le carte sono pronte e non resta che colorarle


                                            

Visto che facile? con materiali semplici e poca fatica siamo pronti per giocare all' Inventafavole.

                                                                               
                   
aspetto le foto dei lavori dei tuoi piccoli artisti!