lunedì 19 dicembre 2016

Il mio 2016 in Bottega


                                                                           


Tiriamo le somme di quest'anno che se se ne sta andando e poniamoci i buoni propositi per quello che arriva...(tu sei brava a rispettarli? io in realtà non molto...)

Il 2016 per me è stato un anno di grandi cambiamenti; dopo vari traslochi, La Bottega della Strega ha finalmente trovato casa, e la scelta di trasferirmi in un laboratorio condiviso, fuori dalla zona
commerciale , nel cuore del quartiere storico del mio paese, ha sicuramente dato i suoi frutti.
Lo scambio continuo con il mio coinquilino Fausto Ligios , fotografo con la passione del riciclo creativo, ha dato vita a diversi progetti comuni che mi hanno portato ad uscire un pò fuori dai miei schemi, e mettersi alla prova e imparare porta sempre cose belle.

Ho avuto più tempo per dedicarmi allo studio della promozione del mio brand, che oltre all'anima e al cuore, aveva bisogno di un bel "vestito nuovo" con cui presentarsi nel mondo del web, visto che la direzione presa è quella delle vendite online. In questo è stata davvero preziosa  Gioia Gottini   , la coltivatrice di successi che aiuta le creative a diventare freelance , punto di riferimento indispensabile per chi vuole crescere e migliorarsi.
                                                                                    
                                                                                    

Altra grande novità di quest'anno è stata quella di lanciare finalmente un sito tutto mio, con annesso shoponline...è stata una faticaccia (se mi conosci sai quanto sono poco "tecnologica") ma sono davvero contenta del risultato finale.

Nel 2016 sono nate anche altre collaborazioni importanti: la prima con Sara de Il fiocco di Ileana, con cui ho studiato e realizzzato un nuovo prodotto di cui vado davvero fiera, i Pupazzotti , la seconda con l'associazione Officineperegrine che mi ha coinvolto nel magico mondo degli spettacoli teatrali e mi ha affidato scenografie e trucco di una serie di favole animate ispirate alle tradizione sarda (debuttiamo il 7 gennaio, sono emozionatissima!!) e la terza con la psicologa Teresa Mainiero che con i suoi utilissimi articoli sul mondo dell'infanzia è diventata un appuntamento fisso sul blog.

I buoni propositi per l'anno nuovo? Continuare a lavorare con lo stesso entusiasmo che mi ha accompagnato finora, alimentare la mia creatività studiando e confrontandomi sempre...e incassare di più, che non fa mai male

vuoi vedere se sarò brava a mantenerli? continua a seguirmi qua sul blog e sulla pagina facebook della Bottega!

lunedì 12 dicembre 2016

Natale e bambini: consigli per gli acquisti



                                                                               

Comincia la corsa ai regali di Natale.....ma siamo proprio sicuri che tutto quello che compriamo sia un "vero" dono?
Andiamo un po' piu a fondo sull'argomento insieme alla nostra sempre graditissima ospite Dottoressa Terri, Teresa Mainiero , la psicologa amica dei bambini.


Voi date ben poco quando date dei vostri beni. È quando date voi stessi che date davvero

(Khalil Gibran)

È una curiosa affermazione se la contestualizzate nel blog in cui la state leggendo.
Ale è una strega creativa, che con amore e pazienza confeziona tanti piccoli oggetti creativi. Durante le feste natalizie chiunque altro avrebbe cercato di “ spingere” i suoi prodotti, Lei, con l’attenzione e la cura che normalmente mostra per i suoi piccoli amici, mi chiede di cercare di ridare un senso ai doni del Natale in modo che i bambini li possano apprezzare. D’altronde, quello che Ale (e chi come lei fa handmade) crea, non è un semplice oggetto, ma racchiude tempo, pazienza, sacrifici, sogni ed emozioni. È un piccolo, grande dono che trasferisce da lei a voi, ed allora, che significato ha per voi il dono?

Donare è un gesto straordinario, capace di creare legami tra le persone. Normalmente chi riceve un dono è portato a ricambiare con altrettanta generosità, creando il circuito del donare, ricevere e ricambiare, tre azioni fortemente legate tra loro che si ripetono in modo libero e continuo e stabiliscono rapporti interpersonali di fiducia e aiuto reciproci.

È un gesto semplice, spontaneo che rende felice chi lo fa ma anche chi lo riceve. Un regalo fatto ad un amico ci riempie di gioia al solo pensiero di quando lo scarterà, un gesto affettuoso, un sorriso ad una persona cara ci allarga il cuore e, allo stesso modo, un dono ricevuto, ci dà piacere e ci fa star meglio. Ma allora perché ogni Natale o compleanno si fa una gara al pacco più grande e al chi compra chi e cosa?
Il buonsenso, ma anche tanti colleghi specializzati nell’età evolutiva, ci dicono che ricevere regali esagerati o troppo costosi non fa bene ai bambini che, percepiscono in maniera distorta il valore delle relazioni affettive con gli adulti che col tempo vengono apprezzati di più o di meno a seconda dell'entità dei regali che portano loro in dono. Questo pericoloso meccanismo, fa si che il bambino, misuri l'importanza dell'adulto in base a ciò che egli è in grado di comprare.
Molti genitori super impegnati con il lavoro, costretti a trascorrere poco tempo con i propri figli, spesso cercano di non negare loro mai nulla, per non creare conflitti nel rapporto e per fare in modo che nei pochi momenti in cui si sta insieme i bambini siano sempre sereni e felici.
Il bisogno di mamma e papà di comprare regali costosi ai loro figli, dunque, è dettato dal tentativo inconscio di supplire in questo modo alla carenza di tempo e attenzioni che dedicano loro.
Ma questo non è vantaggioso per nessuno.                                          
                                                                                                                                                       
Quando un bambino cresce senza aver mai imparato a rinunciare a nulla, sviluppa un metro di giudizio basato sui beni materiali ed è dunque poco attento alle relazioni affettive. Un bambino abituato ad avere tutto ciò che desidera, difficilmente riesce a tollerare la frustrazione che eventualmente può derivare dal non vedere realizzato un qualsiasi desiderio. In questo caso, nel rapporto con i figli, potrebbe essere utile cercare un compromesso tra ciò che loro chiedono e ciò che gli adulti sono disposti a dare. In questo modo i bambini imparano gradualmente a comprendere che non sempre è possibile ottenere tutto ciò che si vuole.
I bambini “troppo” (permettetemi questa licenza linguistica) sono convinti non solo di aver diritto di volere qualsiasi cosa, ma anche di poterla avere subito. Del resto, la società in cui viviamo è touch-screen, si cerca la gratificazione immediata e la vita scorre sempre più veloce.
Pensateci un attimo, voglio vedere la zia? La chiamo via Skype; Voglio sapere qualcosa? Uso google, voglio vedere un video C’è YouTube.
Che ne sanno i bambini e gli adolescenti di oggi, delle corse davanti al telefono di casa, delle dediche inviate tramite i programmi che mandavano i video dell’artista preferito; Tranquilli non mi sono fatta prendere dal momento nostalgia, ma vi vorrei far riflettere sul fatto che oggi è tutto troppo
facile, semplice, immediato, e questo crea nei bambini aspettative non realistiche sulla possibilità di ottenere quello che vogliono quando vogliono.

                                                        

Alberto Pellai, medico psicoterapeuta dell’età evolutiva spiega che - il capriccio del bambino non corrisponde a un bisogno ma a un desiderio e, di fronte ai desideri, il genitore può scegliere tre vie: dire un sì immediato, ritardare la risposta affermativa spiegando al bambino perché sarà sì ma tra una settimana o un mese, dare una risposta negativa spiegando perché alcuni desideri non si possono realizzare”.

Quando per un bambino ricevere i regali più alla moda è la normalità il rischio che si corre è che con il tempo, dia poca importanza a quello che ha, perché non deve lottare per ottenerlo, non percepisce il reale valore dei suoi desideri e allo stesso tempo comincia ad avere delle aspettative specifiche, che non vengono mai deluse. Questo il più delle volte lo conduce ad avere atteggiamenti egoistici, a rimanere centrato se stesso senza prestare attenzione ai bisogni e ai desideri degli altri.
Un bambino troppo viziato in famiglia, potrà inoltre trovarsi in difficoltà nei rapporti con i suoi coetanei.  Egli infatti è impreparato ad affrontare il mondo esterno.
Il contesto familiare, con le sue regole e le sue dinamiche, deve invece  poter rappresentare per il bambino un modello dove imparare il rispetto delle regole, dei ruoli, dei bisogni e dei punti di vista altrui.

Avete mai fatto caso al fatto che sotto i due anni spesso ai bambini piace più il contenitore (scatola, carta da pacchi, fiocchi, nastri...) del contenuto? Ecco. Sotto l'albero sarebbe sufficiente mettere un bel 'contenitore' e li rendereste comunque felici.
Ogni bambino ha una sua età e un suo sviluppo e non segue le logiche del consumismo. Pensate, iper stimolare
bimbi di pochi mesi con troppi oggetti può rivelarsi addirittura controproducente. Poiché, non sono in grado di mantenere l'attenzione su qualcosa troppo a lungo, passerebbero da un oggetto all'altro senza apprezzarne davvero nessuno, finendo per innervosirsi.
Cosa fare, dunque?
Pochi regali. Mirati.
“L’equilibrio è dato dalla capacità del genitore di evitare il ‘troppo’
Inoltre, ricordatevi di incoraggiarli sempre, a essere grati. “Ogni volta che i bambini esprimono la loro gratitudine, diventano più consapevoli di come sono fortunati, e questo li renderà più generosi e meno materialisti. Trascorrere del tempo con i figli, dando loro affetto e insegnando la gratitudine e la generosità, è il miglior modo per contribuire a contenere il materialismo degli adulti”[i]
In una realtà dove tutti, o quasi non si sentono padroni del loro tempo o pensano di non averne abbastanza, credo che il “Tempo” sia il più prezioso tra i doni. È un atto d’amore e di grande beneficio, e non solo per i più piccoli. È  solo attraverso il tempo che si espandono gli orizzonti.


[i] Lan Chaplin, professore associato di marketing presso la University of Illinois a Chicago